Storie di vita Generali - 190°

Storie di Vita - Il Podcast di Generali in occasione del 190° anniversario

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Nobile

Nov 12, 2021

Nov 12, 2021

5 min

Tra Ottocento e Novecento, gli esploratori sognavano di raggiungere i confini più estremi della Terra. Nel 1926, il leggendario Roald Amundsen, che all’inizio degli anni Dieci era arrivato al Polo Sud, tentò di raggiungere anche il Polo Nord in collaborazione con gli italiani. Fu infatti Umberto Nobile a convincerlo della vali-dità del dirigibile come mezzo di trasporto. Il dirigibile N-1, progettato dallo stesso Nobile, fu costruito a Ciampino tra il 1923 e il 1924 e poi venduto dall’Italia ai norvegesi, principali fautori della spedizione, che lo ribattezzarono Norge. Com’è noto, la missione ebbe successo e il 12 maggio, dal dirigibile furono lanciate sul Polo Nord le bandiere delle tre nazioni maggiormente coinvolte, ovvero l’Italia, la Norvegia e gli Stati Uniti. Al di là dell’impresa, i risultati, dal punto di vista scientifico, lasciavano però a desiderare. Per ottenere un contributo significativo occorreva infatti toccare il Polo Nord, e non limitarsi a sorvolarlo. Fu per questo che Nobile guidò una seconda spedizione, interamente italiana e più orientata alla ricerca. Partì da Baggio, presso Milano, il 15 aprile 1928 con il dirigibile N-4, ribattezzato Italia e gemello del Norge. Generali, già inclusa nel gruppo di società in trattativa per tutelare l’equipaggio italiano della spedizione del 1926, era presente anche in questa occasione. L’impegno nel ramo vita risaliva alla nascita di Generali. Nel porto di Trieste nel 1831, tutelare le persone da ogni tipo di rischio significava aggiungere alle comuni coperture trasporti quelle dell’assicurazione sulla vita, non molto diffusa nell’Impero asburgico. Generali, al contrario, la considerava un istituto irrinunciabile e la incluse fin da subito nella sua attività. A un anno dalla fondazione, approntò tre tipi di polizze vita e nel 1834 stampò il primo tariffario apposito con premi basati sull’età dell’assicurato, basandosi sulle statistiche elaborate nel Settecento in Francia: la tavola di Duvillard per le assicurazioni in caso di morte e la tavola di Deparcieux per quelle vita.

Suez

May 11, 2021

May 11, 2021

6 min

Nel Cinquecento, i veneziani sognavano di rimpicciolire il mondo, collegando il golfo di Suez al Mediterraneo per non dover navigare intorno all’Africa. In età napoleonica, i francesi sognavano la stessa cosa. E fu il “Grande Francese” Ferdinand de Lesseps a incaricarsi di realizzarla. Tra il 1854 e il 1856, Lesseps aveva ottenuto dal kedivè dell’Egitto e del Sudan il permesso di costruire un canale aperto alle navi di tutte le nazioni. La società di costruzione, fondata nel 1859, era partecipata e sostenuta da Francia e Austria. Ma anche Trieste, allora parte dell’impero austriaco, ebbe un ruolo chiave nella vicenda, nella persona di Pasquale Revoltella.

Previdenza

May 11, 2021

May 11, 2021

4 min

Nel gennaio 1859, il governo di Vittorio Emanuele, ultimo re di Sardegna e di lì a poco primo re d'Italia, presentò al parlamento piemontese un disegno di legge per l’istituzione di una Cassa di rendite vitalizie per la vecchiaia dei lavoratori. In Germania, nel 1883, Otto von Bismarck introdusse l’assicurazione contro le malattie. A essa lo Stato tedesco fece seguire, nel 1884, l’assicurazione contro gli infortuni e nel 1889 quella per la vecchiaia. L’Italia lo seguì alcuni anni dopo, istituendo la Cassa nazionale di previdenza, per l’invalidità e per la vecchiaia degli operai nel 1898, resa obbligatoria nel 1919.Generali si era mossa in largo anticipo rispetto ai governi statali. L’azienda coltivava idee ingegnose, volte ad attivare piani per l’avvenire dei propri dipendenti.

Ca’ Corniani

May 11, 2021

May 11, 2021

5 min

Le aziende agricole di Generali concorrono a formare parte di quel vasto complesso di garanzie patrimoniali che la compagnia ha predisposto per far fronte ai propri impegni verso gli assicurati. È questa una particolare forma di attività che richiede una concreta specializzazione, e dà risultati tanto più apprezzabili quanto più contribuisce alla valorizzazione agraria e comunitaria. Venticinque sono le aziende che attualmente costituiscono il patrimonio agricolo di Generali, tra le più vaste Ca’ Corniani.L’azienda, che si estende per oltre 1700 ettari, è situata nel territorio di Caorle e San Stino, al confine nord-ovest della grande laguna adriatica, tra i fiumi Livenza e Tagliamento.Fu acquistata da Generali nel 1851, su iniziativa del segretario della Direzione veneta Daniele Francesconi, ed è legata a una delle prime e più vaste opere di bonifica attuate in Italia.

Targhe incendio

May 11, 2021

May 11, 2021

3 min

Dal grande incendio di Londra del 1666, descritto da Samuel Pepys e altri scrittori in maniera meticolosa, molta acqua era passata sotto i ponti, ma non tutta era servita a spegnere il fuoco. In quegli anni, infatti, non esisteva un servizio pubblico per lo spegnimento degli incendi. Per una capillare diffusione dell’assicurazione contro gli incendi dobbiamo aspettare ancora un po’, almeno fino ai primi decenni dell’Ottocento. Le compagnie di assicurazione trovarono una soluzione efficace: le targhe incendio. Questo sistema era stato introdotto per la prima volta in Inghilterra nel XVII secolo, e da lì si era diffuso in tutta Europa. Nella penisola italiana, la prima compagnia a usare le targhe era stata l’Azienda Assicuratrice, fondata a Trieste nel 1822 da Giuseppe Lazzaro Morpurgo, fondatore di lì a poco anche di Generali, che pure le impiegò fin dalla sua istituzione nel 1831.

Azioni e azionisti

May 11, 2021

May 11, 2021

5 min

La Trieste che favorì l'insediamento di Generali nel 1831 aveva in sé i semi della novità. Città moderna in termini urbanistici, economici e sociali, era il prodotto della strategia economica di un Impero che voleva disporre di un porto unico per il commercio da e per l’oltremare. I privilegi legati allo statuto di porto franco concesso da Carlo VI nel 1719 e soprattutto l’editto di tolleranza del 1781, che concedeva libertà di culto alle comunità religiose degli immigrati, avevano richiamato nel capoluogo giuliano commercianti, capitali e manodopera dal nord Europa, dagli altri territori dell’Impero e dal Levante.Come la città, l’anima della Compagnia era cosmopolita: a sottoscriverne l’atto di fondazione a Trieste furono imprenditori di lingua, etnia e religione diversa.

Aquila e Leone

May 11, 2021

May 11, 2021

4 min

Il primo emblema di Generali fu l’aquila bicipite, simbolo dell’Impero asburgico , accordatole in privilegio con sovrana risoluzione del 25 gennaio 1833. Ma, a tutt’oggi, l’effigie più nota dell’azienda è il leone alato, simbolo di Venezia, che tiene le zampe posteriori nell’acqua e quelle anteriori sulla terra, a simboleggiare il dominio anfibio della Serenissima. Come fu allora che Generali passò dall’aquila al leone?

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